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Due nomi,
un tavolo.
Chiara detta. Matteo marca e riprende. Il prodotto si chiama Silune, non come loro.
Chiara Bellini. Martedì. Ferma la domanda, la volta se è un comando, aspetta. Non allunga. Stessa porta dal 2019.
Matteo Rinaldi. Giovedì e sabato. Marca il recinto, tiene il registro a matita, legge la frase il sabato. Voce bassa.
Se manca uno dei due, quel giorno non si tiene. Non arriva un ospite. Non c’è un assistente. Non c’è un ritratto in queste pagine.
Sette posti. Se sono presi, Matteo scrive un nome per la settimana dopo. Non c’è una lista online. Il gruppo non si divide.
Chi entra la prima volta non riceve un depliant. Sente il giorno in cui è entrato. Il nome del prodotto è Silune.
Non c’è un canale, un gruppo, un diario condiviso. Alla fine ciascuno esce con il proprio foglio, o senza. Chiara e Matteo non firmano attestati. Non c’è un terzo formatore «in affiancamento».